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ENEIDE
di Luigi Cinque
8 GIUGNO 2007 Museo della Civiltà Romana Largo Giovanni Agnelli

Poema della pietas, di sentimenti, di eroi che hanno cuore, malinconia e speranza, viaggio dalla patria distrutta alla nuova, incerta, difficile patria. Il padre muore in viaggio, l’eroe è solo, l’amore è passione e morte, ma dal buio dell’Averno esce la promessa di un futuro, persino di un futuro glorioso. E soprattutto emerge il vaticinio della pace, dopo tanta guerra. L’Eneide di Virgilio nasce appunto anche a  celebrazione della Pax Augusta, la pace  che Augusto volle pensare possibile nel vasto territorio dell’impero.

Il concerto Eneide necessariamente si concentra solo su alcuni dei Libri, il secondo (lo straziato racconto della distruzione di Troia, il marchingegno del cavallo), il quarto (la passione d’amore, l’abbandono di Enea, il dolore e suicidio di Didone) e il sesto (la Sibilla, l’Averno, l’incontro col padre), con l’inserto di un breve brano dal quinto Libro, sulle gare nautiche.

Il Concerto intende restituire una possibile lettura dello spirito dell’opera attraversando il testo in modo plurimo: lettura-canto, arte visiva e musica. All’interno di una struttura e con scelte operative consapevolmente di “Arte Totale”, il regista, i musicisti, gli artisti, i video-artisti, gli attori hanno studiato, discusso e lavorato insieme alla creazione di un’opera che, pur nella frammentarietà e molteplicità dei mezzi, ha voce unitaria: che dice dell’orrore della guerra e della necessità della pace, che senza vergogna esplora i sentimenti, che dal dolore e dalla morte trae la necessaria forza al viaggio. Che dice parole ancora fondamentali, ancora cruciali anche per noi, angosciati abitatori del ventunesimo secolo.

In scena:

SALVATORE BONAFEDE pianoforte

PATRIZIO FARISELLI pianoforte

DANILO REA pianoforte

LUIGI CINQUE sax, clarinetto, live electronics

GIANLUCA RUGGERI percusioni

ROBERTO DE VINCENTIS percussioni

Voci:

GERARDO CASIELLO

TERESA DE SIO

IAIA FORTE

LUCILLA GALEAZZI

RAIZ

ALESSANDRA VANZI

MAURIZIO ZACCHIGNA

Regia MARCO BOLARI Coordinamento musicale SALVATORE BONAFEDE- LUIGI CINQUE Videoscenografie GREGORIO BOTTA- FELICE FARINA Ingegneria luci MAURIZIO VIOLA Intervento videoarte FRANCA ROVIGATTI

NOTE DI REGIA

Lavorare sull’Eneide è compiere un viaggio nel passato personale di ognuno, riscoprire ricordi scolastici assopiti o rimossi. Tutti siamo passati attraverso l’Eneide, ma purtroppo spesso quest’attraversamento è stato sentito come obbligo imposto se non come esercizio di retorica. Così riavvicinarsi a questo grandioso e anche fragile, incompiuto poema ha il sapore di un’invenzione, di una gioiosa scoperta.

L’Eneide è anche  inevitabilmente un viaggio nel passato remoto, un groviglio di rotte, luoghi, percorsi che si annodano nel Mediterraneo e si aggrovigliano ancor più sulle coste del Lazio e dell’Italia. Luoghi popoli e flora e fauna da cui emergono episodi, figure, personaggi, ombre…

Due aspetti  ci sono parsi di grandissima modernità e necessità: l’aspirazione costante alla pace come valore assoluto nonostante gli scontri, i massacri, i duelli, la violenza descritta in tutta la sua atrocità – e il tema dello straniero e dell’incontro, la civiltà che nasce appunto dalla compenetrazione tra le genti, anche quando le origini siano lontane: che a ben vedere, risalendo alla matrice comune, nelle diversità rintracciamo sempre un’umanità profonda.

Per il Concerto Eneide abbiamo dovuto compiere scelte difficili, concentrando l’attenzione sui Libri più conosciuti e giustamente famosi, il Secondo con la drammatica distruzione di Troia, il Quarto dove campeggiano la passione e il dolore di Didone, il Sesto con la discesa nell’Averno dove si profetizza la futura fortuna di Roma. Accanto a questi più celebri Libri abbiamo voluto inserire la descrizione di una delle gare per i giochi funebri in onore di Anchise (Quinto Libro), per rendere ragione della varietà della scrittura di Virgilio. Molti episodi rimangono fuori da questi concerti, che spero sia anche un invito a rileggere con occhi nuovi un testo fondante della nostra civiltà.

L’Eneide è musicale, una musica data dal verso e dalla descrizione di uomini e natura nel fragore delle armi e dei temporali, nella calma delle albe luminose o dei silenzi della notte, in un continuo mutamento dell’ascolto e dello sguardo dal piccolo al grande, dagli dei alle formiche alle api. Cantanti e attori si avvicendano nella narrazione in una dimensione epica, con passaggi fluidi del testimone: ci sono quindi più di un Enea, più di una Didone, più di un narratore, cercando di valorizzare al massimo il ritmo e le qualità di ognuno degli interpreti, in chiave musicale, sonora, prevedendo ampi spazi di combinazioni tra voci e organico strumentale.

Per la traduzione ci siamo affidati a quella di Luca Canali (Ed. Mondadori), che unisce al rigore filologico la capacità di essere comprensibile ai nostri orecchi moderni e  sulla quale abbiamo operato solamente dei tagli.

L’allestimento complessivo cercherà di sfruttare e rispettare al massimo le caratteristiche fisiche ed architettoniche del luogo in cui si svolgeranno i concerti.

MARCO SOLARI



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