mediterraneo
OFFICINA MEDITERRANEO
1998

Mediterraneo è oggi più che mai una galassia di significanti: di simboli con codici che si profilano infiniti a perdita d’occhio, di confini che non cadono mai esattamente su se stessi: confini al cui interno ogni cultura rimanda ad altre culture, ad altri idiomi, ad altre categorie: tutte concepite da madri comuni, da comuni padri/denominatori.

Mediterraneo è pianeta plurale ma con una temperatura che è medesima su tutte le diversità: da un colore di cielo che è simile dal primo albero di ulivo che cresce sul Rodano al rarefarsi dei palmeti prima del Sahara e così dalle terre di Abramo al mare di Gibilterra. Per noi Mediterraneo è parola/suggestione per sua natura trasversale, per definizione multiculturale; è segno astratto; è corpo; è luogo di tele, di reti e di nodi; è luogo ancora sospeso tra memoria e modernità, tra mondo antico e modernità differenziate, tra mondo arcaico e tecnologia informatica. È luogo – e forse questo ci intriga di più – attraversato da un pensiero filosofico che sa di nuovo perché magicamente pre/postindustriale. E se “moderno” (o postmoderno) oggi significa contaminazione, allora Mediterraneo è da sempre, per sua struttura culturale, una singolarità contaminata: e dunque una pre/figurazione del moderno. Tanto più lo è in questo chiudersi di millennio nel quale è in atto una riconversione dalle culture materiali alle culture immateriali e informatiche. Dove gli universi (piccoli e grandi) si avviano ad essere intesi come piccoli e grandi pensieri piuttosto che come complessi meccanismi. Dove si prendono le distanze dalla modernità in riferimento ai suoi ideali dominanti: quello di progresso, di superamento critico, di ideologia e, nelle arti, di avanguardia.

Perché OFF MED? Off Med = diverse personalità artistiche e produttive riunite allo scopo di progettare, realizzare e produrre una ‘drammaturgia delle arti’ che abbia come oggetto il (fenomeno) Mediterraneo nella sua accezione di trasversalità = modernità disordine = reticolo di necessità/libertà espressive. Off Med è un centro di produzione ad alta progettualità tecnologica consapevole dell’impossibilità per ogni forma d’arte di disconoscere le nuove tecnologie. Off Med intende utilizzarle anche come lente d’ingrandimento (come macro): per rilevare, identificare e comporre progetti sulla cultura mediterranea: per registrarne il rumore di fondo. Off Med vuol fare riferimento (e contemporaneamente desidera porsi come punto di riferimento) ai più importanti laboratori culturali, associazioni artistiche, singoli artisti del sud Europa, del Maghreb, del Medio Oriente: per una collaborazione su tematiche compositive e organizzative che riguardano il Mediterraneo. Nel convincimento che senza una concreta interconnessione di processi creativi e organizzativi diversi (anche apparentemente lontani) non si dà reale possibilità di crescita artistica. Off Med progetta e produce eventi musicali, teatrali, video e cortometraggi, danza, mostre e installazioni, eventi di nuova spettacolarità. Intende approfondire le relazioni tra le arti rispetto alla capacità di generare immagini/memoria attraverso il cinema, il video, il disco, l’arte virtuale, il CD. Rom. Off Med é un progetto di arte contemporanea. (Luigi Cinque)

Mediterraneo Terra - acqua di montagne, di vulcani, di isole: di campagne, di antiche città, di grandi bacini fluviali. Luogo unificato dal clima: che il fiato del Sahara scalda e secca nell’estate; che l’Atlantico, in inverno, inonda del grigio pluviale delle sue depressioni. Mare del viaggio cinto entro i larghi anelli di terra che lo conchiudono; frammenti costieri di Europa, di Africa, di Asia: terre risonanti d’infinita storia. Luogo dei luoghi: terra di Demetra e Proserpina. Mare di Eracle, appunto: che ne fissò il confine occidentale alzando, a guardia, le colonne. Mare dell’Olimpo. Bocche di Stige, porto di Caronte. Ma anche mare degli Ittiti, degli Egizi, degli Etruschi, dei Fenici. Rotta dell’Odissea. Terra - mare dei Turchi, di Muhammad, di Cristo. Dei Longobardi, delle corti di Federico normanno di Sicilia, delle peregrinazioni ebraiche. Mare nostro: mare del viaggio degli uomini. Solo entro i suoi confini le navi erano salve dall’attacco dei mostri: inanità sconfinata dell’oceano. E dunque mare d’intensissimi traffici, terre di mercanti. Ma anche paese di pastori: nomadi e malandrini, transumanti da un pascolo all’altro, attraverso i passi di montagna. E coste di palude e delta di grandi fiumi, che s’insabbiano tra le canne. Bonifiche e abbandoni. Pescatori d’acqua dolce e salata. Terra povera e grama, sotto cui subito compare la roccia, strappata alle montagne da millenni di fatica contadina, colture a terrazza su muretti che sgretolano. E l’arrivo, da lontano, del riso, del pomodoro, del peperoncino, della patata, del mais, dell’albicocco, del pero, del melo. Terra di città e borghi tenaci. Di porti millenari. Terra di cattedrali. Carovane da Oriente, cariche del profumo delle spezie. Mare traversato da migrazioni, da rifondazioni. Terra di colonie e di patrie. Luogo della memoria e della morte: della battaglia di Lepanto, di Azio, di Malta, Zama, Prevesa, Sarajevo. Mare parlato da una infinità di lingue differenti. Che prega e sacrifica a dèi tra loro sconosciuti.(Franca Rovigatti)



OFF MED (MRF5 srl)

Società di produzione altamente qualificata e specializzata nella realizzazione e promozione di prodotti audiovisivi (lungometraggi, documentari, cortometraggi, video musicali, serie  televisive) e nella progettazione e realizzazione di Festival e Grandi Eventi. Collabora con importanti realtà internazionali e promuove ricerche interetniche e multiculturali.

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